La situazione abitativa nelle case popolari di Sesto san Giovanni non sembra certamente rosea. Almeno a sentire i rappresentanti dell’’Unione Inquilini. Problemi strutturali, innanzitutto, a causa dello scarso interesse da parte del gestore degli stabili: l’Amministrazione comunale.
Il sindacato reclama innanzitutto un piano di manutenzione da parte dell’ente proprietario. Il disappunto per lo status quo sembra evidente: “Quando piove c’è un problema di infiltrazioni d’acqua nel tetto. Abbiamo sollecitato l’amministrazione comunale, ma non è ancora intervenuta” spiega Franco Villa, rappresentante delle unità abitative di via Cairoli, 53. L’unione inquilini, su questo stesso tema, fa sapere che problemi esistono anche in altri edifici (i fabbricati di via Leopardi 161, piazza della Chiesa 8, via Del Riccio e piazza Marinai d’Italia).
Come in un crescendo rossiniano, però, ai problemi strutturali si aggiungono quelli igienici. “Non hanno installato una porta in una scala, manca una rete antipiccione e dovunque è pieno di rifiuti organici. La questione va avanti da 11 anni, ma in questo periodo la giunta comunale non ha mosso un dito” spiega Giancarlo Vacchini, di via Magenta 115.
“C’è un malfunzionamento nell’impianto idrico dell’edificio e hanno chiuso le pattumiere dello stabile per la presenza di topi. In estate poi all’interno del fabbricato si sono visti anche diversi scarafaggi” aggiunge un inquilino di via Campestre 250. Ma i roditori sembrano non avere preso casa solo in questo caseggiato. In un altro complesso di via Magenta infatti si lamentano i medesimi problemi.
A tal fine l’amministrazione comunale è intervenuta nell’edificio con una campagna di disinfestazione. Un intervento però, a detta dei residenti, non abbastanza incisivo. “Durante i lavori di derattizzazione sono state posizionate scatolette munite di veleno ma di dimensioni troppo piccole rispetto a quelle dei topi che scorazzano nello stabile” dichiara la rappresentante degli inquilini di via Magenta, 88, Maria Teresa Belotti.
A queste già difficili situazioni si aggiunge la questione delicata di via via Marx 606. Il delegato del caseggiato popolare, Giovanni Cavallaro, spiega: “A causa di una vertenza legale, dal 2005 siamo in ballo con il Comune. La questione è legata all’avvio delle gare di appalto, previste dal contratto di quartiere, sui lavori di ristrutturazione di un edificio martoriato da tanti problemi- spiega l’inquilino-. All’interno del fabbricato si verificano infiltrazioni d’acqua e allagamenti di liquame nelle cantine. Si è verificato inoltre un malfunzionamento degli ascensori, fatto che ha anche causato il ferimento di alcuni inquilini”.
Dai problemi strutturali all’emergenza salute. “La questione più grave è quella del tetto, rivestito di amianto friabile- conclude Cavallaro -. A tal fine chiediamo all’amministrazione comunale la sostituzione della copertura con dei pannelli fotovoltaici, anche per ottenere un certo risparmio energetico. Non è stato fatto niente e a nostro avviso ciò è molto grave. Si consideri che contratto di quartiere e legge regionale 27 del 2008 prevedevano che gli enti proprietari potessero concordare con gli inquilini gli interventi in tema di sicurezza”.
E la questione della manutenzione degli stabili di edilizia popolare sembra legarsi anche al tema del pagamento dei canoni d’affitto. “La legge 27 può prevedere una riduzione nell’importo della pigione, ma solo se l’ente proprietario, in questo caso il Comune, mette in atto un piano di manutenzione degli stabili. Requisito questo, però, che nel nostro caso sembra essere quasi inesistente”, conclude.
Per il futuro i rappresentanti del sindacato spiegano che non resteranno con le mani in mano: “Siamo intenzionati a mettere in atto una serie d’iniziative di protesta clamorose” , annunciano battaglieri all’unisono. Un chiaro messaggio d’avvertimento all’amministrazione comunale di Sesto San Giovanni.
di Davide Bartolucci




